Etimologicamente, il verbo ardere viene descritto con più connotazioni, prime tra tutte le seguenti:
La riflessione sul significato di questa parola è rilevante in quanto racchiude in un unico verbo una volontà, un desiderio.
Ardere rappresenta la concretizzazione di una visione specifica su quello che è - o dovrebbe essere - l’arte oggi.
Spinti dal desiderio di sperimentazione, i progetti di ardere vanno ad accendere la notte con interventi artistici studiati in base al tema e alle location scelte, ponendosi come obiettivo il facilitare il dialogo, lo scambio ed il confronto tra il pubblico notturno e quello dell’arte.
La sperimentazione è forza trainante di ogni mostra, che poggia sull’ accettazione dell’incognito, vista come parte integrante del processo.
Ardere riflette una visione del fare arte che è in primis attiva e vitale: il lavorare nello spazio temporale della notte apre alla possibilità, all’incontro con l’altro libero da ogni pregiudizio, creando uno spazio democratico accessibile a tutti-e.
Attraverso diverse tipologie di progetti, come la trilogia incentrata sul corpo ‘Look at Me’ o il format ‘Contaminazioni’ in cui arte e musica si fondono, il duo mira a portare l’arte in luoghi non convenzionali e soprattutto non istituzionali, cercando di instaurare nel meccanismo di fruizione artistica una dinamicità che prescinde da luoghi e contesti settoriali.
L’esperienza dell’opera d’arte passa attraverso diversi fattori, osservazione, studio, ma anche sensi: il portare interventi artistici in ambienti da abitare, da vivere, facilita questo processo il cui risultato è incognito, ma che ardere mira a rendere possibile, nella convinzione che arte e vita siano facce della stessa medaglia.